COSTRUIRE SULL’ERRORE: LA PEDAGOGIA DEL FALLIMENTO – ADD Italia

COSTRUIRE SULL’ERRORE: LA PEDAGOGIA DEL FALLIMENTO

L’essere umano, per il bisogno intrinseco di acquisire padronanza e controllo dell’ambiente nelle sue diverse parti o aspetti, è naturalmente motivato all’esplorazione e alla libera sperimentazione. Secondo lo psicologo Robert White la motivazione intrinseca a padroneggiare e controllare l’ambiente e le situazioni e a sentirsi competenti ed efficaci è una necessità di base, quasi come il cibo e l’acqua, ma non è un bisogno da deficit come la fame e la sete, che una volta soddisfatto poi scompare per qualche ora. Piuttosto si tratta di una esigenza sempre presente nelle nostre vite. White chiama “Effectance” questo bisogno intrinseco di affrontare in modo adeguato l’ambiente, che sarebbe alla base del comportamento esplorativo.

Ma cosa accade quando questi tentativi di padronanza e controllo vengono allenati costantemente, come nella pratica dell’ Art Du Déplacement? Praticare l’ADD implica una sfida personale continua, una tensione perenne ad aumentare le proprie capacità, finalizzata al controllo e all’adattamento del proprio corpo/mente attraverso il movimento nell’ambiente circostante. E bisogna passare attraverso una serie di errori ed insuccessi per definire il proprio limite e lavorare sodo per superarlo, trasformando una difficoltà in una risorsa. Per Susan Harter il rapporto dell’individuo con il successo o l’insuccesso gioca un ruolo importante sulla motivazione. Determinante è il ruolo di quella che definisce la “sfida ottimale”: si ottiene infatti la massima gratificazione quando i fortunati tentativi di padroneggiare l’ambiente rappresentano un grado ottimale di difficoltà.

L’effectance risulta così accresciuta per effetto sia della percezione dell’aumento della propria competenza e del proprio controllo sull’ambiente, sia della soddisfazione intrinseca per il successo raggiunto in compiti di un livello ottimale di difficoltà. Nel percorso di apprendimento del praticante ADD si sperimentano però anche processi che attraverso il fallimento relativo ad una sfida “non ottimale” portano all’analisi dell’insuccesso e di conseguenza alla riprogrammazione/rinforzo delle azioni destinate al superamento delle difficoltà incontrate. Questa capacità di risolvere problemi viene messa alla prova e stimolata sin dal primo giorno di pratica ADD. E’ importante capire che il successo in un’impresa molto difficile è un obiettivo scalabile e adattabile e che la dedizione, il tempo e la determinazione giocano un ruolo fondamentale per il completamento del processo ed il raggiungimento dell’obiettivo.

Nella crescita e nella formazione personale sono importanti le fasi dell’accettazione del fallimento, della comprensione degli errori, della metabolizzazione dell’insuccesso e della conseguente rielaborazione di un’alternativa di successo. Bisogna essere disposti a porsi di fronte alla prospettiva di commettere errori per imparare da essi con l’obiettivo di automigliorarsi. Questa competenza non attiene esclusivamente alla pratica della disciplina, ma diventa, come è facilmente comprensibile, una risorsa per la vita quotidiana.

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